ERO A PARIGI QUANDO TUTTO E’ INIZIATO

Era Marzo 2013 ed ero nel quartiere latino di Parigi.
Son sempre stata una persona piuttosto pigra, con un sacco di idee ben definite su ciò che mi sarebbe piaciuto coltivare come hobby, ma mai abbastanza decisa da iniziare attivamente a farlo.
Son sempre anche stata una persona decisamente impulsiva nelle scelte che ho preso nel corso della mia vita, la maggior parte delle volte spinta più da emozioni e sentimenti che da una reale visione razionale.
E così oggi come allora la mia fu una decisione d’impulso.
All’epoca non avevo macchine fotografiche, mi divertito a scattare alcune fotografie con una minuscola, e dire ben brutta, macchina compatta di mia madre.
Entrai quindi in un piccolo negozio di macchine fotografiche e ne comprai una.
Me lo ricordo benissimo: aveva un soffitto altissimo, le pareti completamente ricoperte da fotografie e decine di tipologie di macchine fotografiche, da quelle vintage recuperate, alle reflex, piccole macchine usa e getta analogiche e altre invece particolari e con un packaging accattivante.
Ovviamente comprai quella con il packaging accattivante: era una Lomography Fisheye analogica da 45 euro e due pacchetti di rullini Kodak 200 Color Plus da 36 scatti l’uno che finii.
Sinceramente non sapevo che cosa aspettarmi, l’unica cosa certa è che non avrei visto le foto fino al momento dello sviluppo dopo circa due mesi.
Non erano giornate belle, anzi piuttosto grigie e cupe, e quello che ne uscì, facendo slalom tra tutte quelle che si bruciarono, fu più o meno questo:

E poi, dopo Parigi, la mia piccola Lomography mi ha portata in un bel po’ di altri posticini carini come in montagna, a Roma o a Vicoforte e Mondovì, i miei posti vicino a casa che ho visto, grazie a lei, con gli occhi diversi, da turista:

Ecco,
se c’è una cosa che mi piace della fotografia in generale
è il potere immenso che ha di farci vedere le cose con occhi diversi.
E se c’è una particolarità che caratterizza quella analogica è la sua capacità di obbligarti a ‘stare attento’ a cosa vedi e poi a come decidi di farlo vedere agli altri.
Perché non puoi scattare senza pensare, ci vuole tempo, più tempo, quello che ormai pensiamo di avere, ma che in realtà è così poco e così prezioso.
La fotografia analogica è preziosa.

WELCOME IN MY WORLD, THROUGH MY EYES

CIAO
PIACERE BEATRICE
Ventisette anni in un metro e cinquantasette di altezza, un po’ baby insomma.
Scatto fotografie da sempre, da quando ho memoria.
Si parlerà di fotografia in tutti i sensi, letteralmente.
I viaggi che le hanno dato vita, la teoria, la pratica, ma anche no.
L’analogico o il digitale, il bianco e nero o i colori, saturazione o desaturazione.

BUON VIAGGIO.

Che sia questo che mi aiuterà a riprovarci davvero.

Processed with VSCO with b1 preset
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